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Inserimento lavorativo di persone svantaggiate - tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, ... -
Progetto reinserimento

Co-finanziato dall’Azienda Sociale del Cremonese

Introduzione

Il Progetto Reinserimento Fuxia, è nato sperimentalmente nella primavera del 2002, grazie ai finanziamenti della legge 45, per cercare di realizzare il reinserimento lavorativo e sociale di persone di sesso maschile, dipendenti da sostanze d’abuso illegali e legali, che avessero effettuato almeno un “minimo” di percorso di allontanamento dall’uso di sostanze e di percorso riabilitativo.
Il progetto si rivolgeva e si rivolge in particolare ad una “utenza a bassa soglia”, di persone, spesso in trattamento sostitutivo a mantenimento, che nonostante il trattamento farmacologico e/o il tentativo – a volte reiterato – di effettuare un programma riabilitativo residenziale, non riescono ad uscire dalla situazione di marginalità e continuano a fare, con continuità più o meno elevata,  uso ed abuso di sostanze.
Ovviamente non è un programma di reinserimento per “dipendenti attivi”, richiede un presa di distanza temporale ed emotiva dalle sostanze di abuso (legali ed illegali) ed un sufficiente rafforzamento dell’autonomia personale e delle capacità gestionali.
Tali obiettivi, che costituiscono un presupposto indispensabile per poter tentare un “reinserimento” che abbia accettabili prospettive di successo, possono essere perseguiti attraverso le strutture accreditate gestite dalla nostra Cooperativa (Centro Residenziale di Pronta Accoglienza e Centro Diurno Psicoergoterapico) o presso altre strutture similari.
Esse hanno il pregio, rispetto alle caratteristiche dei destinatari, di avere una durata molto limitata – la prima – e di essere “aperta” – la seconda – e pertanto di risultare maggiormente adeguate per soggetti per i quali sarebbe probabilmente improponibile l’ennesimo inserimento residenziale.
Ovviamente il percorso in dette strutture non produce oneri a carico del presente progetto se non, limitatamente al periodo di trattamento nel Centro Diurno, quelli relativi all’eventuale uso dell’unità abitativa di alloggio (per quei soggetti che non dispongono di altre possibilità sul nostro territorio) ed alla necessità di far fronte alle spese di automantenimento al di fuori del Centro Diurno (vitto per la sera ed il fine settimana, vestiario, spese personali).
Nel corso dell’anno 2006, a seguito di nuove disposizioni normative, i progetti di reinserimento sono proseguiti in virtù di co-finanziamenti concessi non più dall’A.S.L. ma dall’Ufficio di Piano del Distretto di Cremona tramite, a partire da quest’anno, l’Azienda Sociale del Cremonese, recentemente costituita.
Attualmente – settembre 2011 – sono in corso approfondimenti che potrebbero portare a superare definitivamente la fase sperimentale, realizzando l’accreditamento del servizio.

I destinatari/ tipologia dell'utenza

  • Persone di sesso maschile con problematiche di tossico-alcoldipendenza, residenti nel Distretto di Cremona, che stiano effettuando o abbiano completato un percorso riabilitativo presso il Centro Diurno Psicoergoterapico Fuxia;
  • Persone di sesso maschile con problematiche di tossico-alcoldipendenza, residenti nel Distretto di Cremona, che abbiano effettuato un percorso riabilitativo presso strutture accreditate di altri territori, per le quali si ritenga opportuno un rientro nel territorio d’origine, per la presenza di positivi rapporti familiari o amicali;
  • Persone di sesso maschile con problematiche di tossico-alcoldipendenza che stiano effettuando o abbiano completato un percorso riabilitativo presso il Centro Diurno Psicoergoterapico Fuxia, per le quali si ritenga opportuno effettuare il reinserimento a Cremona, per la contemporanea presenza di una sostanziale impossibilità di rientrare nel territorio d’origine (“terra bruciata”) e dell’opportunità di non compromettere la costruzione effettuata di positivi rapporti sociali sul territorio cremonese.

Non costituisce impedimento all’inserimento, oltre che il trattamento con farmaci sostitutivi o antagonisti, la condizione di condannato ammesso a misure alternative alla detenzione.
Non possono invece essere accolte persone agli arresti (o in detenzione) domiciliari e quelle con patologie psichiatriche gravi (“doppia diagnosi”).

Modalità di accesso

L’inserimento deve essere richiesto dagli utenti, anche tramite strutture accreditate delle quali sia ospite.
Pur non essendo necessario il benestare del Ser.D. di residenza (in quanto il progetto di reinserimento vero e proprio non richiede il pagamento di alcuna retta), la loro collaborazione è ritenuta preziosa, soprattutto al fine dell’inquadramento del caso e della definizione degli obiettivi specifici.
All’atto della richiesta di inserimento l’utente deve fornire ogni documentazione ed ogni informazione utile alla corretta presa in carico ed alla formulazione del progetto personalizzato (informazioni su di sé e la propria famiglia, problematiche sanitarie e psicologiche, ecc.).

L’équipe tecnica deciderà sulla richiesta di inserimento, dopo aver valutato la suddetta documentazione, le motivazioni personali e le risorse di contesto dell’interessato che saranno verificate dagli educatori, mediante uno o più colloqui.

Progetto individuale

Per ciascun utente inserito, viene definito un progetto individuale che prevede l’individuazione degli obiettivi generali e specifici, delle strategie e delle attività atte a perseguirli.
Detti progetti sono definiti dall’équipe tecnica, discussi con l’utente e da questo sottoscritti sotto forma di contratto.
Ogni progetto sarà inoltre sottoposto a revisioni periodiche dalle quali scaturiranno integrazioni contrattuali che daranno atto dei risultati raggiunti e definiranno i nuovi impegni.
Il “contratto” pertanto costituisce il documento bilaterale che scandisce l’avanzamento nel percorso e l’avvicinamento alla sua conclusione, mediante il raggiungimento di obiettivi progressivi.

Le azioni

Accompagnamento psico-socio-educativo: viene effettuato, secondo necessità e competenze dagli psicologi e dagli educatori professionali (questi ultimi almeno due, al fine di garantire la continuità della gestione). Lo standard minimo garantito è di 195 minuti settimanali per utente.

Accoglienza abitativa:
Per coloro che ne avessero necessità, è disponibile, fin dal momento dell’inserimento nel Centro Diurno, una struttura abitativa di appoggio, sita a Cremona.
Detta struttura è costituita da un edificio autonomo, sito a Cremona, in via Brescia.
Essa si articola in un’ampia cucina/sala da pranzo, un soggiorno, due camere da letto (una  a tre/quattro  posti ed una a due),  doppi servizi, ampi disimpegni interni ed esterni.
A fronte di particolari problemi, si possono utilizzare sinergie con le strutture di altri progetti (che la Cooperativa gestisce o ai quali partecipa) o le strutture del territorio.
La struttura abitativa di appoggio è parzialmente “protetta”, grazie alla presenza di operatori, cui spetta il compito di assumere ogni decisione necessaria per far rispettare il “regolamento” e per garantire un accettabile clima di convivenza interna.

Inserimento Lavorativo
L’inserimento lavorativo (di norma con regolare salario, solo in caso di particolari condizioni soggettive od oggettive preceduto da un periodo di borsa-lavoro), avviene presso il “servizio di manutenzione del verde” gestito dalla nostra Cooperativa o altri datori di lavoro del territorio.
L’andamento dell’inserimento, l’eventuale insorgere di problemi con il datore di lavoro e/o i colleghi, sono costantemente monitorati dall’educatore, che attua, ove ritenuto opportuno, i necessari interventi di mediazione.

Rapporti con il territorio

Il territorio costituisce un punto di riferimento fondamentale del progetto di reinserimento, in considerazione che “casa e lavoro” non bastano se l’utente non costruisce una rete minimamente significativa di relazioni personali, di conoscenze, di affetti.
La valorizzazione come risorsa di ogni possibile punto di riferimento esterno diventa quindi impegno prioritario del programma e suo momento qualificante.
In questo senso viene attribuita notevole importanza a tutto quanto succede nel cosiddetto tempo libero, realizzando contatti formali ed informali con le realtà locali (gruppi di volontariato, associazioni culturali, ricreative e sportive, ecc.) e sollecitando l’impegno e l’iniziativa individuale dell’utente, in tale direzione.

Valutazione degli esiti dei programmi

E’ nostra opinione che tutti i progetti (siano essi riabilitativi o di reinserimento) debbano essere correttamente monitorati, sia nel “processo” che negli “esiti”.
Infatti il riscontro della corretta correlazione tra obiettivi/strategie/attività deve avvenire da un lato mediante un puntuale “monitoraggio di processo” e dall’altro mediante un’attenta valutazione dei risultati ottenuti (qualità erogata).
Per quanto specificatamente riguarda i progetti di reinserimento, si prevede che il monitoraggio degli esiti debba proseguire ben oltre la fase di accompagnamento e la conclusione del progetto individuale; per questo prevediamo che esso debba durare tre anni dalla data di inizio dell’attività lavorativa, considerando detto periodo congruo per ritenere, per quanto sia umanamente possibile, duraturi e “irreversibili” i risultati raggiunti.
In questo lasso di tempo, pertanto, non ci si potrà limitare a verificare se l’attività lavorativa continua o meno, ma dovranno essere monitorati i diversi fattori di rischio (compresi quelli che attengono la vita di relazione).
Per questo, si prevede di effettuare, con cadenza semestrale, il monitoraggio di una serie di indicatori.
In concreto si prevede di utilizzare:

  • rispetto all’obiettivo del consolidamento dell’astensione dall’uso, un indicatore che tenga conto non solo dell’eventuale uso di sostanze illegali e dell’abuso di alcool, ma anche dell’uso di sostanze sostitutive e/o di psicofarmaci (esclusi quelli eventualmente prescritti da psichiatri);
  • rispetto all’obiettivo dell’aumento delle capacità organizzative e delle competenze, due indicatori che prenderanno in considerazione dati oggettivi relativi alla situazione abitativa ed a quella lavorativa;
  • rispetto all’obiettivo dell’aumento delle capacità di relazione e di comunicazione, si è scelto di monitorare:
    • la qualità dei rapporti sul posto di lavoro;
    • la quantità/qualità dei rapporti familiari e amicali.

Infine, ma questo ovviamente durante lo svolgimento ciascun progetto individuale, si procede anche alla valutazione della “qualità percepita”, mediante la somministrazione agli ospiti, garantendo l’anonimato, di appositi questionari sul loro grado di soddisfazione.

Spazi a disposizione e personale

Il Progetto Reinserimento si avvale degli spazi utilizzati anche dal Centro Diurno Psicoergoterapico: a Spinadesco (uffici, stanze-colloqui, ecc.) e a Cremona (unità abitativa di appoggio di via Brescia).

Anche per quanto riguarda il personale, si è scelto, per omogeneità e sinergia, di utilizzare lo stesso personale del Centro Diurno, ovviamente identificando uno specifico orario dedicato.
Pertanto, alla data odierna, nel Progetto Reinserimento operano:

  • Roberta Ghidetti – Educatore Professionale – Coordinatore del Centro
  • Chiara Attolini – Educatore Professionale - Vice-Coordinatore
  • Monia Carminati – Educatore Professionale
  • Elena Bettoni - Psicologo

Settembre 2011

 
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